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Focus sulla proliferazione ratti

PROLIFERAZIONE RATTI

UN’ESTATE DIFFICILE, MA CHE CI HA INSEGNATO MOLTO

Un’estate calda, anzi caldissima che ha messo a dura prova non solo le persone, ma anche gli infestanti come i roditori.

Contrariamente a quanto si può generalmente credere infatti, anche i ratti soffrono il caldo intenso, soprattutto se rende i terreni dove sono collocate le tane particolarmente secchi e difficili da praticare. Il caldo favorisce le migrazioni e, di conseguenza, la ricerca da parte dei ratti di nuove tane. In questi spostamenti i roditori naturalmente diventano anche più visibili, suscitando comprensibili allarmi nelle città come nelle aree industriali e agricole.

Una inquietudine comprensibile, alla luce dei danni diretti e indiretti che possono essere causati dai roditori (malattie trasmissibili, contaminazione di alimenti, danneggiamenti a strutture e infrastrutture fra cui spiccano reti elettriche e informatiche, nonché costi per contenziosi e multe da organi preposti alla vigilanza).

Sul fronte degli scenari cittadini è chiaro che bisognerebbe incentivare misure strutturali idonee, dove giocano un ruolo chiave le amministrazioni pubbliche; ora più che mai si avverte la necessità di abbandonare gli “interventi spot” ed agire invece con piani efficaci di prevenzione, vale a dire evitando di muoversi solo a seguito di segnalazioni allarmistiche a cui però non fa seguito una gestione strutturata del fenomeno infestativo causato dai roditori.

Per quanto riguarda invece le aziende e le strutture commerciali, così come le aree logistiche e di stoccaggio, un’estate come quella del 2017 ha ribadito che la presenza dei topi non è sempre dovuta a mancanza di pulizia, ma frutto di condizioni che vanno conosciute bene, grazie alla collaborazione con realtà specializzate di assoluta professionalità.

L’identificazione interna ed esterna di ogni possibile nascondiglio e punto critico, va infatti monitorata tempestivamente per un risultato ottimale e definitivo.

L’importanza dell’intervento altamente professionale è ulteriormente sollecitato con la recente introduzione di normative più restrittive riguardanti le sostanze utilizzate nelle tecniche di cattura.

Oggi l’intervento realmente efficace richiede infatti ancora più programmazione e diversificazione in base al contesto di intervento, condizioni del sito e presenza effettiva degli infestanti (quantità, tipologia, motivazione di arrivo e radicamento in loco).

Le tecniche di derattizzazione stanno cambiando e lo faranno ancora di più nel prossimo futuro. È dal mix tra prevenzione, monitoraggio e nuove capacità di intervento che si ottengono le soluzioni più efficaci, quelle che possono fornire in Italia e in Europa solo aziende non solo strutturate per forza di intervento, ma per intelligenza nel modulare approcci e piani operativi.

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